
"GOOOL...! L'urlo in tutto è per tutto simile a quelli che scandiscono le domeniche non estive degli italiani, squarcia per un istante il silenzio appiccicoso della sala. Il ragazzo, braga corta e maglietta, sudato come se avesse corso per davvero, avrà una ventina d'anni. Leva i pugni al cielo, un espressione di euforia gli si disegna sul volto, ma non avendo compagni di squadra da abbracciare nè curva di stadio verso cui correre, si ricompone velocemente ed attende la mossa successiva dell'avversario."
Stiamo parlando, ovviamente, di calcio da tavolo. Per gli apassionati di tutte le età si chiama ancora "SUBBUTEO", che è il marchio commerciale del gioco. Si tratta di una riproduzione in minatura del gioco del calcio, nato in Inghilterra nel 1947 per opera di Peter Adolph, e che fino a qualche anno addietro era considerato uno dei tanti giochi da scatola esistenti al mondo, anche se il giochino ha conquistato la bellezza di cinque milioni di persone in tutto il mondo.
Ma agli appassionati del subbuteo non bastava, e da gioco il subbuteo si trasformava in sport, il calcio da tavolo.
Disciplina sportiva che accomuna migliaia di appassionati, giocatori di club sportivi iscritti alle rispettive federazioni nazionali, per l'Italia è la F.I.S.C.T., tutte riunite nella federazione internazionale F.I.S.T.F., che ne regola l'attività agonistica e sportiva.