
A cura di Susanna Beira e Marco Bertali (medici delegati di zona dell’Associazione Vegetariana Italiana e soci della Lega anti-vivisezione)
Nel periodo pasquale v’è un incremento notevole delle uccisioni degli agnelli: secondo recenti stime il 60% dei 3 milioni e 300 mila che vengono annualmente macellati in Italia.
Oltre ai numeri veramente impressionanti di tale massacro è da considerare che in queste giornate, a causa del super lavoro al quale sono sottoposti i mattatoi, purtroppo può anche accadere che non venga eseguito adeguatamente lo stordimento prima dello sgozzamento, così come invece prevedono le leggi attuali. E' una morte così tragica non è che l’ultimo atto di una brevissima vita di 40-50 giorni; a questa età gli agnelli vengono infatti portati via dagli allevamenti intensivi, sottoposti a sfibranti viaggi in Tir (buona parte provengono da Paesi dell’Europa dell’Est), infine ammassati nelle aree di pertinenza dei macelli dove, ben prima di essere spinti sui nastri trasportatori, sentendo i lamenti e l’odore del sangue dei loro simili, hanno tutto il tempo per rendersi conto dell’orrenda fine alla quale stanno andando incontro.
Ovviamente questa strage concentrata in un breve lasso di tempo non è diversa nella sua abietta essenza da quanto accade nel corso di tutto l’anno a carico di animali di altre specie (bovini, suini, equini, pollame, pesci…), uccisi a milioni, nella sola Italia, per finire sulle tavole dei più: la coscienza individuale e collettiva è di certo anestetizzata nei confronti di tanto dolore e di un così pervicace scempio di esseri viventi e senzienti. Ma la peculiarità dell’ecatombe pasquale è che si ammanta di significati rituali di tipo religioso: da una parte la traccia di arcaici auspici sacrificali per ingraziarsi la benevolenza divina, dall’altra un abbinamento con la figura di Gesù Cristo, agnello di Dio, sacrificatosi sulla croce per riscattare i nostri peccati. Ma quale maggior “peccato”, inteso come errore, che perpetuare in maniera acritica e stolida un ritualità svuotata di qualsiasi senso sacro e spirituale e piena soltanto di prevaricazione e di atrocità?
Gesù, così come tutti gli altri maestri spirituali delle diverse tradizioni religiose, ha sempre predicato la non-violenza, il rispetto, l’amore e la compassione non solo per gli uomini, ma anche per tutti gli altri esseri viventi. Quasi certamente Gesù faceva parte degli Esseni (anche Papa Benedetto XVI lo ha ricordato il giovedì santo del 2007), una comunità che integrava i valori della devozione e del misticismo con quelli dell’eguaglianza, della condivisione e della solidarietà; inoltre rispettavano ogni forma di vita ed erano vegetariani. Ecco allora che nell’imminenza della Pasqua una comprensione più profonda del messaggio di Gesù potrebbe portare ad un risveglio, quasi ad un sussulto di coscienze addormentate ed anche asservite ad evidenti interessi di mercato: la scelta vegetariana potrebbe essere allora il modo migliore per testimoniare questa comprensione contribuendo ad una svolta etica, ecologica, equo-solidale ed economica della nostra società.
VEDI VIDEO UCCISIONE AGNELLO >>>
IL PIANTO DELL'AGNELLO >>>